Formazione

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Stato, Regioni, Enti locali: Un Sistema Integrato

La riforma della Costituzione del 2001 ha ridefinito i livelli istituzionali di competenza, attribuendo allo Stato il potere di definire le norme generali del sistema di istruzione e alle Regioni e agli Enti territoriali la competenza di organizzare il servizio d’istruzione e formazione sul territorio. In questa logica di decentramento e rafforzamento dell’autonomia territoriale, talune funzioni e competenze amministrative già del Ministero dell’istruzione sono state trasferite alle Regioni, ai Comuni e alle Province (ad esempio calendario scolastico, programmazione dell’offerta formativa integrata di istruzione e formazione, distribuzione della rete scolastica sul territorio, istituzioni e chiusura di scuole, diritto allo studio e borse di studio). Quanto alla parità scolastica, la legge 10 marzo 2000, n. 62, riconosce alle scuole non statali la parità con le scuole statali, considerandole come parte integrante del sistema nazionale di istruzione, garantendo l’equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti, le medesime modalità di svolgimento degli esami di Stato, l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, l’abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale. La famiglia è depositaria principale dell’impegno educativo, ma la scuola ha un altrettanto importante ruolo nel quale non solo si acquisiscono competenze, ma è il luogo principale nel quale si impara a relazionarsi con gli altri, si diventa cittadini. Prendersi cura della scuola si presenta pertanto come un compito urgente e irrinunciabile, sul piano culturale, civile e sociale.

Ciò premesso, gli interventi da porre in essere vanno finalizzati a:

– Investire nella scuola per crescere cittadini più preparati e più
consapevoli di fronte alle sfide della competizione globale;
– Garantire il diritto allo studio e sostenere il merito;
– Contrastare la dispersione scolastica e l’esclusione sociale degli
studenti, attraverso contributi economici destinati a iniziative e
progetti a sostegno della didattica e azioni di prevenzione, di
intervento e di compensazione, in linea con gli Obiettivi della strategia Europa 2020 (tra cui l’istruzione, con riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10% e aumento al 40% dei 30-34enni con un’istruzione universitaria);
– Incrementare le opportunità degli studenti di permanenza negli studi, di inserimento e inclusione sociale, di progettazione di percorsi di crescita formativa e professionale;
– Promuovere la libertà di scelta delle famiglie, sostenendo la parità
scolastica, quella parità tra istruzione statale e non statale dentro il
sistema pubblico, per garantire il pluralismo scolastico quale è
garantito dalla Carta costituzionale;
– Superare la contrapposizione tutta ideologica tra “scuola statale” e “scuola non statale ” e riaffermare che la scuola di uno Stato libero e
democratico è esattamente quel “Sistema nazionale di istruzione”
sancito dalla legge 62/2000, costituito da scuole statali e scuole
paritarie che insieme svolgono lo stesso servizio pubblico per tutta la società;
– Promuovere e consolidare l’alleanza educativa, in primo luogo tra
scuola e famiglia, ma anche tra tutti i soggetti che operano a vario
titolo nel campo dell’ educazione.

Le azioni previste riguardano:

– Il rafforzamento della professionalità dei docenti, anche mediante
l’organizzazione di seminari, convegni, corsi;
– Lo sviluppo dell’innovazione della didattica e delle capacità progettuali degli istituti scolastici;
– Lo sviluppo di una scuola delle competenze, attraverso la diffusione della metodologia laboratoriale, mobilità internazionale degli studenti, corsi specialistici di lingua, relazioni internazionali e progetti condivisi tra scuole italiane e straniere;
– La diffusione delle arti performative (musica, danza, teatro) come
strumenti educativi;
– L’organizzazione di convegni, incontri di studio, interventi
promozionali, manifestazioni culturali ed educative alle quali siano
interessate strutture formative operanti nella Regione;
– L’estendere alle comunità di base la fruizione dei musei e delle
biblioteche di circolo e di istituto in correlazione con i rimanenti beni
bibliografici esistenti nell’ambito territoriale;
– Il rafforzamento degli interventi di competenza regionale in materia di edilizia scolastica, con la costruzione di nuovi edifici scolastici, il completamento e l’ampliamento di quelli già esistenti;
– Contributi finanziari per sostenere la gestione delle scuole dell’infanzia non statali e non comunali per garantire la libertà di educazione e la parità di trattamento dei bambini frequentanti le diverse tipologie delle scuole dell’infanzia, riconoscendone la funzione sociale nel territorio regionale.