Economia

(contenuti in aggiornamento: una volta terminati i lavori verrà prodotto il documento ufficiale)

Interventi in ambito dei Servizi alla Persona e alla Famiglia sulla base del Quoziente Familiare

“Il Comune (di concerto con la Regione) riconosce che l’associazionismo familiare ed il volontariato costituiscono una riserva di capitale sociale da non disperdere e valorizzare per attivare percorsi virtuosi attraverso i quali consentire alle famiglie ed alle persone di dare da sé risposta alle proprie necessità, riconoscendo la famiglia come soggetto sociale per promuoverla e sostenerla nell’essenziale compito di cura. In particolare nel campo dei servizi alla persona ed alla famiglia dovrà essere incrementata la capacità di fare rete, promuovendo sempre più il principio di sussidiarietà orizzontale al fine di realizzare, a partire dalle famiglie e dalle associazioni familiari, processi di partecipazione e programmazione negoziata. A tal fine si ritiene indispensabile la formazione della Consulta Comunale per la Famiglia, con compiti consultivi, ed una Agenzia per la Famiglia, con il compito di coordinare gli interventi dei diversi Assessorati e Uffici comunali nelle materie e con riferimento ai provvedimenti che comunque riguardino la vita familiare. Il Comune, preso atto del valore sociale dei figli e del lavoro di cura, riconosce il principio per cui le somme spese per la crescita e la formazione dei figli e comunque per i familiari a carico non possono essere equiparate a spese voluttuarie e pertanto non devono essere oggetto di tassazione e si impegna a riconoscere i carichi familiari negli interventi di propria competenza in materia fiscale e di tariffe.”

Introduzione

Visto l’art. 31 della Costituzione che recita: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo” e convinti che la famiglia svolga un ruolo sociale insostituibile sul piano procreativo, educativo, formativo, di solidarietà, di cura, di trasmissione di valori spirituali, etici e culturali e che un efficace e concreto sostegno a tale ruolo non può che costituire una priorità inderogabile per l’azione politica delle istituzioni locali; che per evitare sperequazioni, a parità di reddito prodotto, la tassazione deve tenere conto delle persone che vivono con quel reddito, in quanto il reddito disponibile pro-capite diminuisce all’aumentare dei componenti della famiglia e che pertanto un’imposta che non tiene conto di questo concetto, cosi come ad esempio dell’esposizione debitoria in relazione all’abitazione principale, è da considerarsi un’imposta iniqua; che i figli rappresentano il futuro della nostra società anche in considerazione del fatto che recenti studi scientifici dimostrano come il tasso di fertilità nei paesi dell’Unione Europea negli ultimi 50 anni è sceso da 2,59 a 1,50 figli per donna, mentre in Italia si è quasi dimezzato (dal 2,41 all’1,29) quando il tasso che assicura il ricambio generazionale è pari a 2,2 figli per donna, si fa urgente la necessità di definire una nuova politica tariffaria che sappia sostenere adeguatamente i seguenti obiettivi:

  • Correggere, migliorandoli, gli effetti derivanti dall’applicazione dell’ISEE, anche senza modificare la struttura dello strumento;
  • Operare anche con modalità differenziate, laddove possibile anche in relazione a servizi non rientranti nei servizi alla persona e che non possono essere gestiti con la presentazione dell’ISEE, ancorché coinvolgenti tutti i nuclei familiari residenti;
  • Ricercare di un modello più avanzato di imposizione che guardi alla necessità di individuare una modalità più attenta alla famiglia, considerando più adeguatamente gli impegni educativi e di cura, cui la stessa è preposta;
  • Mantenere vincolati questi ulteriori benefici a principi quali la residenza da almeno due anni nel territorio comunale e la regolarità sancita per i cittadini extracomunitari dal possesso del permesso di soggiorno.

Considerato ancora che le progettualità promosse in questo estratto possono essere sinteticamente rappresentate principalmente anche solo attraverso i principi che le ispirano, il documento le comprende anche con indicazioni specifiche a loro importante sostegno in riferimento ai seguenti indirizzi: la valorizzazione della persona e della famiglia come criteri al centro delle politiche comunali; la considerazione che il benessere, la solidarietà, la sussidiarietà e il bene comune sono i principi ispiratori di un nuovo processo costitutivo; la promozione della famiglia e la revisione del funzionamento dell’Amministrazione per una suo più ampio accoglimento; l’innovazione attraverso la valorizzazione dell’esistente ed un modello di governance aperto alla partecipazione; lo sviluppo di processi educativi, di metodologie di rete, di comunità e di organizzazione; la scelta di centrare lo sviluppo con attenzione all’educazione, all’accoglienza, alle cure, al lavoro, alle risorse, al tempo libero e all’ambiente.

Interventi

La scelta di una rimodulazione del sistema di tariffazione e di accesso ai servizi comunali rappresenta per l’Amministrazione un primo intervento concreto, anche se parziale, rispetto ai bisogni innumerevoli delle famiglie con figli presenti nel territorio. L’Amministrazione intenderà quindi avviare la sperimentazione di scelte innovative, che vadano concretamente verso la condizione delle famiglie, che si aggiungano a quelle già esistenti a loro favore, ma che puntino anche su principi nuovi di equità sociale; tali scelte potranno trovare adeguate modalità di soluzione, a partire dagli dispositivi che in quest’anno potranno essere realizzati, per strutturare una politica tariffaria e fiscale attenta a sostenere le famiglie, partendo dalla specificità della loro condizione. Il punto di partenza di questo processo è la considerazione che la famiglia non è un mero soggetto privato, ma la più grande risorsa vitale della società. Le funzioni che svolge, i beni che produce, il ruolo procreativo che è capace di esprimere e che è parte importante per il futuro della nostra società, ne sottolineano l’azione che è primaria per il benessere e per il futuro dell’intera comunità. Iniziative legislative, programmatiche e amministrative oggi stentano a decollare e gli interventi finalizzati al sostegno alle famiglie si sono spesso caratterizzati in senso assistenzialistico. E’ un dato di fatto e assodato che le famiglie siano sempre più penalizzate anche dalle scelte di politica sociale e che vivano oggettivamente una condizione talvolta molto difficile. Si affiancano a questo soggetto sociale, con evidente ed analoga esposizione, le famiglie affidatarie che si mettono a disposizione dei servizi sociali, che svolgono un servizio pubblico alla famiglia in generale e assicurano opportunità di vita significativa ai figli di altre famiglie temporaneamente in difficoltà. L’assunzione di modelli di intervento amministrativo in favore della famiglia, molto esposta in particolare nella fase di crescita dei figli, rappresenta un programma di semplice realizzazione. L’attuale limitatezza delle risorse impone comunque, nella sperimentazione di misure agevolanti e facilitanti, che si assuma una gradualità d’intervento, che tenga conto anche dell’incidenza del fattore economico. Nella definizione di una prima modalità di intervento, si farà riferimento alle famiglie con uno o più figli tenendo conto, solo quando necessario, cioè ove le risorse non consentano d’intervenire a favore di tutti i potenziali destinatari, dell’ISEE effettivamente posseduto. Nella scelta degli ambiti d’intervento sperimentabili si potrà optare, per semplicità, ma anche per specificità, su quei servizi strettamente connessi con la presenza di figli: i servizi pubblici, sociali e assistenziali ed i servizi educativi. Il modello di determinazione delle agevolazioni deve essere semplice, non solo selettivo, orientato ad incontrare tutte le famiglie che ne possono beneficiare optando per una parametrazione che scelga prioritariamente le famiglie con l’ISEE posseduto più basso e fino all’esaurimento delle risorse stanziate. Il modello agevolante sarà centrato sul numero dei figli presenti e a carico. Il progetto riguarda l’introduzione di un beneficio per i figli con età individuata e presenti nelle famiglie perugine. Ai fini della presente proposizione si fa riferimento a chi esercita la potestà genitoriale ed ha il carico fiscale della prole in tutto o in parte. Possono usufruire delle agevolazioni tutte le famiglie: cittadini italiani, dell’Unione Europea e stranieri in situazioni regolari con permesso di soggiorno permanente; la residenza dovrà essere nel Comune di Perugia e dovrà essere già formalmente operante da almeno due anni, a partire dalla data di approvazione del progetto. L’agevolazione sarà concessa a tutte le famiglie con figli a carico con età inferiore ai 26 anni, alla stessa data. Per beneficiarne la famiglia interessata potrà autocertificare le sue componenti anagrafiche e la specifica situazione di riferimento. Lo sconto sull’utilizzo dei servizi individuati per questa prima sperimentazione, conseguirà dalla stessa dichiarazione. L’Amministrazione Comunale si riserverà la facoltà di effettuare eventuali controlli. L’entità dell’agevolazione sarà rappresentata da un abbattimento “percentuale” rispetto al costo pieno del servizio, determinato considerando la seguente variabilità:

  • per le famiglie con 10 figli o superiori riduzione del 100% sui figli dal decimo in poi;
  • per le famiglie con 9 figli riduzione del 90% per il nono figlio;
  • per le famiglie con 8 figli riduzione del 80% per l’ottavo figlio;
  • per le famiglie con 7 figli riduzione del 70% per il settimo figlio;
  • per le famiglie con 6 figli riduzione del 60% per i sesto figlio;
  • per le famiglie con 5 figli riduzione del 50% per il quinto figlio;
  • per le famiglie con 4 figli riduzione del 40% per il quarto figlio;
  • per le famiglie con 3 figli riduzione del 30% per il terzo figlio;
  • per le famiglie con 2 figli riduzione del 20% per secondo figlio;
  • per le famiglie con 1 figlio riduzione del 10% per il figlio.

L’indicato abbattimento verrà concesso ad ogni componente della stessa famiglia, effettivo utilizzatore. Sono considerati figli a tutti gli effetti anche quelli in affido pre-adottivo e in affidamento familiare. In caso di affido condiviso tra i genitori, i benefici saranno assicurati pro-quota ad entrambi, anche se appartenenti a nuclei anagrafici separati.

Laddove le agevolazioni non risultino applicabili se non indivisibilmente, l’entità della detrazione per il nucleo familiare sopra specificato, posseduti i requisiti richiesti, sarà dato dalla sommatoria delle riduzioni previste per ogni ennesimo figlio diviso il numero di figli totali a carico. Ad esempio, per una famiglia con 5 figli la riduzione corrisponderà a (10% + 20% + 30% + 40% + 50%) / 5 = 30%. In questo caso (ovvero per il calcolo della riduzione complessiva per nucleo familiare con figli a carico) il tetto massimo sarà approssimato al 60% per famiglie con più di 10 figli (il caso ‘10 figli’ infatti corrisponderà a una riduzione calcolata pari al 55%).

Conclusioni

Le misure, nel primo anno di sperimentazione, saranno riferite alla frequenza ai servizi per l’infanzia, la scuola e l’extrascuola. In un momento successivo sarà esteso ai servizi sociali e socio-assistenziali, al trasporto urbano e all’erogazione di tutti quei servizi pubblici che richiedono specifiche convenzioni con gli Enti competenti. Per quanto riguarda le agevolazioni da assicurare da parte dei servizi educativi, queste saranno garantite applicando sulla tariffa determinabile in base ai parametri regolamentari, relazionati alla capacità economica posseduta (es. ISEE), gli ulteriori abbattimenti percentuali indicati. Si conclude sottolineando il fatto che tutti gli interventi qui considerati riguardano le modalità di accesso e pertanto di agevolazione ai servizi rientranti nelle competenze delle politiche educative.